Si esclude un DTM composto solo da Audi e BMW, così come un ritorno di Opel: in mancanza di altri costruttori, la serie necessita di cambiamenti radicali, pena la sua stessa esistenza.

L’uscita di Mercedes dal DTM, serie che il brand di Stoccarda ha accompagnato quasi in ogni suo passo, è stata uno dei segreti meglio tenuti del motorsport odierno. Proprio per questo la notizia è stata un fulmine a ciel sereno, sia per i rivali che per il nuovo capo di ITR, Gerhard Berger.

“Ci dispiace che Mercedes abbia deciso di ritirarsi dal DTM dopo la stagione 2018”, ha commentato Dieter Gass, capo di Audi Motorsport. “Le conseguenze per Audi e per la serie non sono chiare al momento. Una categoria di turismo internazionale al top è vitale nella nostra strategia motorsport.”

“Dovremo analizzare la situazione con tutte le parti coinvolte e trovare una soluzione o possibili alternative al DTM.”

Lo stesso concetto viene espresso da Jens Marquardt, direttore di BMW Motorsport: “Questa decisione è un duro colpo per il DTM. Dobbiamo ora valutare la situazione e discutere gli scenari futuri con ITR, siano essi basati sui regolamenti attuali o su altri, come quelli GT.”

“È troppo presto per speculare sugli effetti a lungo termine per il DTM. Per i fans, dobbiamo difedere il futuro del DTM. È quello che faremo.”

Un ritorno ad un DTM con due soli costruttori, tuttavia, appare improbabile. Allo stesso modo, è da escludere l’arrivo di team privati, per i costi e per la nature delle vetture che non condividono nulla con i modelli stradali.

L’ex Ferrarista Berger, subentrato a Hans Werner Aufrecht quattro mesi fa, si trova ora con un compito colossale: riformare – o meglio, ricreare da zero – un DTM attualmente troppo costoso, con regole troppo artificiose, per renderlo appetibile a potenziali nuovi partecipanti.

Dai confini tedeschi arriva già un primo secco rifiuto alla categoria: “Un ritorno di Opel in DTM è fuori discussione”, ha commentato Jörg Schrott, direttore di Opel Motorsport.

“L’annuncio dell’abbandono di Mercedes non influenza la strategia di Opel”. Il marchio di Russelheim, recentemente ceduto a PSA, si ritirò dal DTM al termine del 2005.

La previsione di Timo Scheider, due volte campione DTM che ha lasciato la categoria l’anno scorso, appare ora veritiera.

“Credo che il DTM abbia preso la direzione sbagliata. I costruttori si comportano in maniera estremamente egoista. Alla fine si dimenticano del quadro generale – il DTM.” dichiarò alla rivista Auto Bild Motorsport l’ex alfiere Audi.

“Se si va avanti così, non ci sarà un lungo futuro il DTM. Ogni costruttore minaccia continuamente la propria uscita, situazione che suscita molta paura: questo è molto pericoloso per il DTM nel medio periodo.”

“Ci deve essere un solo set di regole e dev’essere creato dal DMSB. I team devono lavorare con esso, che piaccia o no.”

“Guardando cosa avviene oggi nel DTM, c’è da preoccuparsi su cosa possa accadere fra due anni. Sfortunatamente, la parte agonistica è di importanza solo secondaria ora.”

Queste parole, lo ricordiamo, furono pronunciate da Timo Scheider lo scorso novembre, circa un mese dopo la conclusione della stagione 2016.

Giuseppe Poliseno


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2017/07/dtm-26072017.jpg DTM – Le prime reazioni al ritiro Mercedes

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