Il 2017 è stato un anno particolare per il DTM, fra annunci di ritiri e contrasti sul regolamento. Anche il finale ha fatto parlare di sé, con René Rast campione al suo primo anno da pilota titolare.

Il messaggio lanciato dal DTM con il weekend conclusivo ad Hockenheim è forte: la categoria è ancora in forze e sa dare spettacolo, nonostante l’incombente spada di Damocle nella forma dell’annunciato ritiro di Mercedes. In quest’ottica è arrivato l’abbandono dei tanto discussi performance weights, nel tentativo di riportare lo sport in primo piano.

Parte di tale concetto è anche l’incoronazione di René Rast a campione 2017: è il pilota che ha fatto tutto da sé, lontano dai giochi di scuderia – Jamie Green, suo collega nel team Rosberg, inseguiva il suo personale traguardo, mancato nuovamente per un soffio. Il trentenne tedesco è anche l’uomo che, con appena ventuno partenze in DTM all’attivo, ha battuto i veterani della serie.

Grande festa in casa Audi, chiaramente, la quale ha fatto piazza pulita delle classifiche. Il trofeo piloti mancava alla squadra di Ingolstadt dal lontano 2013, anno in cui fu vinto da Mike Rockenfeller. La scuderia fondata da Keke Rosberg, inoltre, ha conquistato il primo titolo iridato della sua lunga carriera in DTM.

“Il mio obiettivo era diventare il miglior rookie”, ha commentato ancora incredulo Rast. “Volevo imparare, andare a punti regolarmente e finire sempre le gare in buone posizioni. Nel finale non avevo nulla da perdere: ho affrontato il weekend senza pressioni.”

“Alla bandiera scacchi non sapevo se fossi campione. Dal team mi hanno solo detto che ero in seconda posizone. Poi qualcuno lo ha gridato nella radio, ed ero in lacrime di gioia. È il miglior risultato che abbia mai conseguito nella mia carriera agonistica.”

“René ha compiuto una stagione incredibile, ma nessuno si aspettava che potesse lottare per il titolo nel suo primo anno in DTM. Neanche lui stesso”, ha commentato Dieter Gass, capo di Audi Motorsport. “Uno dei fattori chiave è stato la sua velocità nel giro secco. È stato il migliore in qualifica quest’anno.”

Anche il campione uscente Marco Wittmann si è complimentato con il connazionale: “Complimenti a René, il suo titolo è decisamente meritato. Ha sempre avuto ottimi risultati in qualifica e questo è un aspetto fondamentale.”

“Per me non è un rookie, non è il più giovane ed ha molta esperienza. In ogni caso, ha svolto un ottimo lavoro nel suo primo anno in DTM. Ha vinto il titolo senza grande supporto di altri piloti, come nel caso di altri suoi colleghi.”

L’alfiere BMW ha terminato la stagione in quinta piazza, a 19 punti dalla vetta. Tuttavia ha perso la sua vittoria in gara 2 a Zandvoort, a causa dell’insufficiente quantità di carburante nella sua auto.

Quei 25 punti avrebbero potuto consegnare a Wittmann il terzo titolo DTM? “È difficile da dire”, ha risposto il due volte iridato. “Sicuramente è stato doloroso, poiché era una chiara vittoria. Avremmo messo più pressione ai nostri rivali, specie qui [ad Hockenheim] o a Spielberg, ma alla fine si tratta di motorsport – può succedere.”

“Abbiamo certamente fatto qualche errore quest’anno”, ha dichiarato infine il capo di BMW Motorsport, Jens Marquardt. “Bisogna sempre accertarsi di mettere abbastanza carburante nell’auto, pianificare la strategia in base al meteo e non affidarsi troppo ad un solo pilota.”

Giuseppe Poliseno


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