Seconda vittoria stagionale per il veterano britannico, che completa così un weekend perfetto per Mercedes. Marco Wittmann secondo senza mai avvicinarsi abbastanza, Pascal Wehrlein sul podio.

Sul tracciato del Lausitzring, Mercedes è tradizionalmente favorita: l’utilizzo di una diversa configurazione del tracciato non ha cambiato le carte in tavola, con la Stella che ha collezionato altre due vittorie.

Nonostante una partenza brillante, il comando del poleman Philipp Eng non è durato molto: l’austriaco non era esattamente a suo agio col set-up della vettura. La M4 griffata Samsung è finita sotto l’assedio di Pascal Wehrlein all’inizio del secondo passaggio, ma il rookie BMW è riuscito a difendersi.

Il duello fra i due ha permesso a Gary Paffett, partito dalla terza piazza, di superare prima il collega Wehrlein e, quattro giri dopo, il rivale Eng per la posizione di testa.

Il veterano della Stella è rimasto in vetta per l’intera durata dell’evento, complice un cambio gomme perfettamente azzeccato compiuto relativamente presto, all’undicesimo passaggio: rientrato in pista, Paffett non è rimasto coinvolto in dannosi duelli a gomme fredde, riuscendo così a costruirsi un decente vantaggio.

L’avanzata del britannico alla sua seconda vittoria stagionale, tuttavia, non è stata così semplice. Marco Wittmann, scavalcato Pascal Wehrlein al pit stop per il secondo posto, ha iniziato ad erodere il vantaggio costruito da Paffett.

All’ultimo giro, i due erano distanti 1.5s, ancora troppi per garantire alla punta BMW l’uso del DRS. Il gradino più basso del podio è infine andato a Wehrlein, molto distante dalla M4 #11: gli ultimi giri dell’ex F1 sono stati abbastanza solitari.

In quarta piazza troviamo Paul Di Resta, autore di una notevole rimonta cominciata con una partenza brillante dalla quindicesima piazza. Anche lo scozzese ha usato la tattica della sosta anticipata, scelta che si è rivelata azzeccata per diversi piloti.

Fra essi va menzionato Jamie Green, per la prima volta a punti nella stagione 2018. Sedicesimo al via, il pilota del team Rosberg non è stato altrettanto reattivo, ma ha adottato la strategia estrema del cambio gomme al termine del primo giro.

Nonostante l’evidente mancanza di passo che affligge ancora le Audi sia in qualifica che in gara, Green è riuscito a conservare gli pneumatici per i 33 giri rimanenti, superando anche il poleman Eng a pochi giri dalla fine, per recuperare la sesta posizione.

L’attacco in zona Cesarini di Green si è tuttavia fermato a Timo Glock, non abbastanza vicino. L’ex F1, in risalita dopo un pit stop lento che lo ha relegato fuori dalla top ten, si è aggiudicato la quinta piazza necessaria per mantenere la leadership del campionato, seppur ridotta ad un solo punto da Paffett.

Dopo Philipp Eng, Mike Rockenfeller ha tagliato il traguardo ottavo. Il pilota Phoenix, quinto al via, ha perso diverse posizioni nei giri iniziali, col fiato corto rispetto agli avversari dietro di lui. Nelle fasi finali, il tedesco è tuttavia riuscito a tenere a bada il rookie Joel Erikkson, nuovamente a punti per il team di Monaco.

Infine, la decima piazza spetta a Robin Frijns, il quale ha collezionato il suo primo punto in DTM. A due giri dal termine dell’evento, la new entry olandese ha spinto Lucas Auer fuori dalla top ten.

Anche Edoardo Mortara ha infine superato il compagno di scuderia per l’undicesimo posto, portandosi a ridosso della zona punti. L’italiano, vincitore in gara 1, è stato rallentato da un lungo assedio sul già citato Erikkson: per due volte il sorpasso è stato completato, ma la direzione gara gli ha imposto di ridare la posizione.

Fra due settimane, nel weekend 1-3 giugno, il DTM compirà la sua prima tappa al di fuori della Germania, presso l’Hungaroring di Budapest.

Giuseppe Poliseno

I risultati della Gara 2


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