La punta BMW difende strenuamente il comando da Gary Paffett, in una delle gare più combattute degli ultimi tempi. In piazza d’onore sale Mike Rockenfeller, che supera il britannico all’ultimo giro.

Le prime fasi della gara 2 ad Hockenheim sono state abbastanza tranquille per il poleman Timo Glock, indisturbato al comando mentre alle sue spalle si svolgevano diversi colpi di scena.

Al via, Edoardo Mortara e Daniel Juncadella hanno mancato la partenza, finendo in coda al gruppo. L’italiano si ritirerà poco dopo per problemi al motore, mentre lo spagnolo è stato anche punito per jump start, con 5 secondi da aggiungere al suo pit stop.

La stessa sorte è toccata a Lucas Auer: l’evidente anticipo con cui l’austriaco si è mosso dalla quinta piazza gli ha permesso di portarsi subito dietro Timo Glock e René Rast.

Auer ha così deciso di spingere il più possibile, nel tentativo di minimizzare l’incombente penalità: al terzo passaggio ha superato il campione in carica.

Intanto, il vincitore della gara 1 Gary Paffett, decimo sulla griglia, risaliva verso la cima del gruppo, arrivando a prendere la quarta posizione dal collega Paul Di Resta nel corso dell’ottava tornata. Al passaggio successivo, il britannico si è messo alle spalle anche Rast, raggiungendo così il gradino più basso del podio.

Siamo al quattordicesimo giro, quando il leader Glock si ferma per il pit stop d’ordinanza. Paffett rimane in pista un altro giro, durante il quale ha superato anche Lucas Auer per il comando provvisorio della gara.

Al suo rientro in pista, il pilota di Bromley si è piazzato dietro Glock e Paul Di Resta: quest’ultimo aveva anticipato la sosta di qualche minuto.

Rast, dal canto suo, ha effettuato il cambio gomme al passaggio numero sedici, assieme a Mike Rockenfeller: il pilota Phoenix, partito nono, si era nel frattempo insinuato fino alla quinta posizione.

Lo scambio fra i due uomini Audi è avvenuto nella pit lane, a causa di una sosta piuttosto lenta da parte dei meccanici del team Rosberg: tornati in pista, i due seguivano abbastanza distanti Gary Paffett e Joel Eriksson.

Appena gli pneumatici hanno raggiunto temperature ottimali, Paffett ha realizzato diversi giri veloci, scavalcando facilmente il collega scozzese e lanciandosi all’inseguimento di Timo Glock, per quello che sarebbe diventato il comando della gara.

La battaglia è entrata nel vivo al ventitreesimo giro, per finire solo a pochi minuti dal termine dell’evento. Non sono mancati i contatti fra la M4 griffata Deutsche Post e la C63 con logo Mercedes.me, specie quando si affiancavano allo stretto tornante 6, in una delle sfide più avvincenti – e corrette – della storia recente del DTM.

Il duello fra i due ha permesso a Eriksson di avvicinarsi sempre più, dopo aver preso il gradino più basso del podio da Paul Di Resta. Lo scozzese è stato superato anche da Rockenfeller, per poi perdere diverse posizioni nelle fasi conclusive.

Quando Paffett ha terminato il DRS, a circa cinque minuti dal termine, è finito nelle grinfie di Eriksson e di Rockenfeller. Nel tentativo di superare la Mercedes #2, il diciannovenne svedese è stato raggiunto dal campione 2013, che ha così conquistato un inaspettato podio.

Rockenfeller, tuttavia, non si è accontentato della terza piazza: nei successivi due giri ha cominciato imperterrito l’assedio su Paffett, che ha difeso strenuamente per poi capitolare solo a poche curve dal traguardo.

Alla bandiera a scacchi, il debuttante BMW è arrivato in quarta posizione, un brillante risultato nel primo weekend della sua carriera in DTM.

La quinta piazza spetta invece a Loïc Duval: il francese ha sfruttato un tardivo errore di Rast per guadagnare la posizione, seguito dal pupillo Mercedes Pascal Wehrlein.

Il campione in carica deve accontentarsi del settimo posto, davanti a Bruno Spengler e al già citato Di Resta. Il canadese è dovuto partire dal fondo della griglia, punito per un bloccaggio in qualifica ai danni di Juncadella.

Augusto Farfus si aggiudica infine l’ultimo punto della giornata, lasciando Marco Wittmann appena fuori dalla top ten.

Lucas Auer, complice un pit stop piuttosto lento che si aggiunge alla penalità, è arrivato solo quindicesimo, davanti a Mattias Ekström ed ai già citati Jamie Green e Daniel Juncadella.

Per l’inglese del team Rosberg è stata un’altra giornata da dimenticare: partito dalla pit lane a causa di un problema di rifornimento, ha mostrato nuovamente una mancanza di passo in gara, relegato così nelle posizioni di coda.

Menzione speciale va a Ekström, che ha terminato la sua ultima gara in DTM scegliendo ancora una volta la strategia del pit stop ritardato. Al termine dell’evento, lo svedese ha salutato la folla con diverse donut – mandando in brandelli le gomme posteriori della sua RS5, realizzata per l’occasione.

Al termine del primo weekend della stagione 2018, Timo Glock guida la classifica piloti con 44 punti, uno in più di Gary Paffett. Mike Rockenfeller, Lucas Auer e Pascal Wehrlein inseguono, tutti con 18 lunghezze all’attivo.

Il DTM tornerà in azione fra due settimane, con la tappa al Lausitzring nel weekend 18-20 maggio.

Giuseppe Poliseno

I risultati della Gara 2


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