Cominciano le discussioni sul futuro del DTM e sulle regole da implementare per attirare costruttori. Il nuovo capo di ITR, Gerhard Berger, è incline ad una collaborazione con il Super GT ma esclude il WTCC.

Il weekend di gara a Zandvoort è arrivato con molti interrogativi sulla futuro del DTM, che perderà Mercedes al termine del 2018. Gerhard Berger, nominato alla guida dell’ente regolatore ITR dopo l’abbandono di Hans Werner Aufrecht, soppesa le ipotesi per gli anni a venire.

“Fino al termine del 2018, rimane tutto invariato”, spiega l’imprenditore austriaco. “A lungo termine, la situazione è un po’ diversa, ma Audi e BMW sono molto interessate. Una volta creato il nuovo regolamento, potremo parlare ad altri costruttori, e poi nuovamente ad Audi e BMW: dovremo farlo nei prossimi sei mesi.”

Una delle opzioni più discusse è una virata verso il regolamento WTCC, gestito da FIA. Tuttavia, Berger ha negato un interesse in tal senso: “Abbiamo la nostra piattaforma, ed è basata in Europa. È sempre complicato avere regolamenti diversi in varie nazioni, perciò ci piacerebbe crearne uno standard.”

“Il campionato più simile a noi è [il Super GT] giapponese. Siamo sempre in dialogo con loro, poiché sarebbe utile avere lo stesso regolamento ed abbiamo trovato dei punti in comune. Il WTCC, invece, è molto diverso da noi.”

“Rispetto molto la FIA. In questo caso, penso che il nostro regolamento sia migliore, per cui ci baseremo su di esso. Sono in stretto contatto con Jean [Todt], e se potremo collaborare in futuro, lo faremo volentieri.”

L’accordo con il Super GT è cominciato nel 2014, con il tentativo di creare un regolamento comune – Class One – anche con gli statunitensi di IMSA. Il nuovo motore 2 litri turbo previsto dalla gestione Aufrecht, simile a quello usato in Super GT, è un passo in tale direzione.

“Abbiamo preso in considerazione in regolamento Class One”, ha spiegato il capo di BMW Motorsport, Jens Marquardt. “Ci sono alcuni aspetti per cui non siamo ancora pronti, non sappiamo neanche se il nome sia giusto. Ci sono inoltre alcune cose che vorrei migliorare.”

“Dobbiamo sederci a tavolino con i costruttori giapponesi, con GTA [gli organizzatori del Super GT], ITR e con tutti gli interessati: va trovato un set di regole appetibile in futuro e gestibile per noi. Class One è un’opzione, ma ce ne sono altre.”

Un aspetto fondamentale è il contenimento dei costi, come evidenzia Marquardt. “L’uso di componenti standard e la riduzione del numero di auto ci ha permesso di abbassare i costi. Il problema non è costruire sei auto, ma mantenerle ad un livello così alto: penso ci sia il potenziale per una riduzione.”

“Quando abbiamo redatto il regolamento nel 2012, era un passo radicale dal precedente, siamo riusciti ad abbattere le spese di costruzione delle vetture del 40%. Dobbiamo principalmente decidere cosa è saggio fare da un punto di vista sportivo e tecnico, e quali sono i costi.”

Circa la standardizzazione delle parti, Berger evidenzia come l’accordo non sia facile. “In alcune aree si può risparmiare molto, ma bisogna lasciare un certo spazio ai costruttori per portare le proprie tecnologie.”

“Credo si debba essere aperti all’idea di avere concept differenti con cui lavorare. Ad esempio, i giapponesi usano un 4 cilindri mentre noi abbiamo un 8 cilindri. Ok, hanno una distanza in gara maggiore e gomme diverse. Si potrebbe comunque provare a correre assieme, come accaduto in passato con le Alfa 4WD.”

“La piattaforma del DTM è molto appetibile, dobbiamo impegnarci al massimo per i fans e mettere da parte gli ego dei singoli marchi per puntare ad un buon futuro della serie.”

Giuseppe Poliseno


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2017/08/berger-23082017.jpg DTM – Gerhard Berger: “Audi e BMW sono molto interessate a lungo termine”

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