Il veterano Mercedes contesta il comportamento del duo Abt: Nico Müller ha passato molti giri come scudo per Mattias Ekström, in difficoltà per una foratura lenta.

La tattica Audi torna sotto attacco, dopo le vicende al Moscow Raceway. Nell’occhio del ciclone torna il duo Abt, con Nico Müller in difesa del collega Mattias Ekström, il quale è attualmente leader della classifica iridata.

Durante la gara 2 a Zandvoort, il pilota svedese ha accusato una foratura lenta in seguito al suo pit stop. Nico Müller, alle sue spalle in quinta posizione, ha tenuto a bada il gruppetto di piloti che li seguivano, mentre il terzetto di testa si allontanava. In definitiva, Ekström ha mantanuto la quarta piazza al traguardo – divenuta poi terza dopo l’esclusione di Wittmann.

Immediatamente dietro Müller c’era Gary Paffett, coinvolto in una battaglia piuttosto accesa con il duo Abt proprio all’ultimo giro.

“Per la maggior parte della gara ero dietro Müller, stava difendendo Mattias”, ha spiegato il veterano Mercedes. “Rallentava di proposito nelle curve 2 e 3 per impedire che mi avvicinassi troppo. Erano un po’ più veloci di me nei rettilinei, dunque non sono riuscito a superarli.”

“Poi negli ultimi due giri, Mattias era molto lento. Ho superato Müller dall’esterno [della curva 1], così come avevo fatto con Farfus [in gara 1].”

“In uscita dalla curva 1 ero alle spalle di Eki, lui ha frenato sul rettilineo per permettere a Nico di affiancarmi. Io e Nico eravamo affiancati in curva 2, poi Mattias ha frenato nuovamente. Così Nico ha potuto affiancarlo e posizionarsi di fronte a me.”

“Non ci si comporta così fra professionisti. Il brake-testing non fa parte delle corse ed è esattamente ciò che [Ekström] ha fatto, due volte. Se la tua auto o le tue gomme sono danneggiate, devi farti da parte e non rallentare di proposito tutti gli altri.”

Nico Müller, dal canto suo, difende le sue azioni: “Dopo la mia sosta, ero dietro Mattias. Inizialmente andava tutto bene, eravamo a velocità normale.”

“Poi credo che Mattias abbia avuto un problema e si sa, se il tuo compagno di scuderia è in lotta per il campionato ed ha un problema, non lo attacchi. Non era mia intenzione proteggerlo, ma non volevo sfidarlo.”

“Per questo sono rimasto dietro Mattias. Ad un certo punto Gary ha cercato di superarci, e non è normale cedere la posizione, specie ad un pilota di un team rivale. Abbiamo avuto un bel giro conclusivo, credo, con un po’ di azione. Penso che agli spettatori sia piaciuto, perciò va tutto bene.”

Non è dello stesso parere Paffett, il quale ausica un intervento dell’ente regolatore ITR e rincara la dose sulla politica all’interno del DTM.

“Ne abbiamo abbastanza di queste tattiche. Le abbiamo viste a Mosca con Nico Müller, ieri con Farfus [in gara 1] ed ora di nuovo con Müller. Non ci comportiamo così in Mercedes, è spiacevole vedere che altri sentano il bisogno di ricorrere a tali mezzi.”

“So che Mercedes ha una nuova stategia motorsport, ma questo è un altro motivo per cui va via: non si tratta più di competizione. Molte persone con potere decisionale non vogliono aiutare la serie, ma cercano il proprio vantaggio. Siamo in un momento in cui dare una buona impressione è di vitale importanza, quindi ciò è molto dannoso.”

Giuseppe Poliseno


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2017/08/paffett-22082017.jpg DTM – Gary Paffett contro la tattica di Ekström e Müller a Zandvoort

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