L’incontro in pista con le vetture del Super GT è uno sguardo al futuro del DTM: la meccanica delle vetture sarà praticamente invariata nella prossima stagione, ma il nuovo propulsore sarà pronto a debuttare nel 2019.

Con le Lexus e Nissan Super GT in azione all’Hockenheimring assieme alle familiari auto DTM, è evidente quanto la serie tedesca possa giovare da un allineamento tecnico con la controparte giapponese.

Dotate di un quattro cilindri turbo da due litri con circa 620 cavalli, la LC500 e la GT-R hanno registrato durante le prove libere tempi di circa 2 secondi inferiori rispetto alle varie C63, M4 e RS5 DTM.

La stessa unità verrà adottata dal DTM a partire dalla stagione 2019, la prima in cui Mercedes sarà assente. “Se fosse dipeso da noi, avremmo già utilizzato il due litri dall’inizio della stagione, forse anche prima. Ma alla fine del 2015, i nostri amici di Stoccarda hanno imposto un veto per continuare con il V8”, ha spiegato Dieter Gass.

“Vorrei sottolineare che Class One dovrà essere una categoria turismo, poiché ci sono alcuni punti di vista differenti fra noi e i giapponesi. Non vorrei dispiacere le nostre controparti in Giappone, ma le auto da turismo sono sempre coupé a due porte.”

“A proposito degli pneumatici, penso sia un approccio semplice: quando si correrà in Giappone ci si adatterà alle loro regole, in Germania si correrà con le nostre. Dovremo confrontarci a proposito delle gare in comune”, ha proseguito il nuovo capo di Audi Motorsport.

Il Super GT adotta ben quattro fornitori per le gomme: Bridgestone, Dunlop, Michelin e Yokohama. Questo permette differenti strategie, specie per i loro eventi endurance. Il DTM si affida invece esclusivamente ad Hankook, tra l’altro con un solo tipo di mescola.

“L’obiettivo principale è allineare il regolamento tecnico”, ha precisato Jens Marquardt, boss di BMW Motorsport. “Loro hanno gare più lunghe, ma non vedo come possa influenzare lo sviluppo della vettura. Ho parlato con Heikki [Kovalainen], mi ha spiegato come gli eventi di 300-400km siano visti non come endurance, ma come gare sprint.”

“Non ha senso correre con il V8 in Giappone. Dobbiamo abbassare la soglia d’ingresso per invogliare altri costruttori ad unirsi alla nostra serie.”

“Negli ultimi mesi ho studiato attentamente il DTM e ho già osservato una buona collaborazione con la controparte giapponese, guidata da Mr. Bandoh”, ha esordito Gerhard Berger, insediatosi alla guida del DTM a inizio 2017.

“Penso che per il 2019, o 2020 al massimo, avremo le stesse auto e ci incontreremo su diversi tracciati in varie parti del mondo. Sono rimasto sorpreso dal suono del quattro cilindri, molto meglio del nostro: sono impaziente di ascoltare il nuovo motore delle nostre auto.”

“Stiamo lavorando su questa collaborazione dal 2014”, ha proseguito Maasaki Bandoh durante la conferenza domenicale ad Hockenheim. “Anche se abbiamo compiuto tanti piccoli passi, dobbiamo mostrare i nostri progressi e credo che questa show run sia stata significativa.”

Come già anticipato, in maniera analoga una rappresentanza del DTM sarà presente alla finale del Super GT, sul circuito di Motegi nei giorni 11 e 12 novembre. Sono ancora da definire, tuttavia, le vetture e i piloti coinvolti.

Giuseppe Poliseno

 


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