Sono numerose le polemiche verso Nico Müller e la squadra Audi, dopo la gara di ieri a Mosca. La sosta molto tardiva dello svizzero avrebbe rallentato il gruppetto di piloti favorito dalla safety car.

Come messo in mostra questa stagione, la possibilità di effettuare il pit stop durante l’intera gara porta a scelte estreme e numerosi rischi. Nella gara 2 al Moscow Raceway di ieri, tali rischi si sono rivelati azzeccati: i quattro piloti che hanno anticipato il cambio gomme al termine del giro di apertura sono stati favoriti dall’arrivo della safety car.

Nella fattispecie, fino alla ripartenza Marco Wittmann, Maro Engel, Loïc Duval e Tom Blomqvist hanno potuto recuperare il terreno perduto e riagganciare il gruppo, per poi recuperare terreno man mano che tutti gli altri servivano il cambio gomme d’ordinanza.

Ma i loro piani sono stati scombinati da Nico Müller, il quale servirà la sua sosta solo a tre giri dal termine, rallentando il quartetto di vetture: questo ha permesso al compagno di scuderia in Abt, Mattias Ekström, di raggiungere la vetta e assicurarsi infine la piazza d’onore.

Ad averne la peggio sono stati i piloti BMW: “Audi ha lasciato in pista Müller quasi fino alla fine della gara per rallentare di molto me, Maro e così via”, ha commentato Marco Wittmann.

“Il suo operato è abbastanza evidente: rallentarci nelle curve veloci e medie, per poi accumulare gap poco prima del rettilineo in modo da non essere superato, facendoci perdere due secondi al giro. Sono molto amareggiato perché oggi avremmo potuto vincere ed hanno effettivamente distrutto la mia gara.”

Lo stesso concetto è stato espresso dal direttore di BMW Motorsport, Jens Marquardt: “Nico Müller non faceva altro che bloccare, e lo ha fatto molto bene.”

“Devo dire, per me questo è non il tipo di corse a cui vogliamo assistere, non per i fans. Loro vogliono vedere vere battaglie e non giochi strategia o partite di scacchi con le auto.”

Anche Ulrich Fritz, direttore della squadra DTM di Mercedes, è d’accordo con il collega: “Per me, questo non è ciò che la gente vuole vedere, ma sta a qualcun altro decidere. Combattiamo duramente, oggi abbiamo fatto tutto quello che potevamo.”

“Voglio dire, dobbiamo chiederci se vogliamo giocare a scacchi o gareggiare”, ha ripetuto Fritz. “Ciò che ho visto da Müller è stato rallentare le auto dietro di lui. Maro è stato fortunato e ha potuto vincere la gara, ma i piloti BMW hanno perso molte posizioni – la stessa cosa poteva accadere a noi.”

Il team di Audi difende invece il proprio operato. “La strategia era di fare un lungo stint, credo che [Müller] andasse al passo che riusciva a mantenere”, ha replicato Dieter Gass, a capo di Audi Motorsport.

“Non sono sicuro che tutti gli altri dietro di lui potessero andare più veloci, perché ad un certo punto Marco Wittmann ha anche esaurito le attivazioni del DRS. È stata una strategia estrema, ma credo che abbia dato i suoi frutti con una gara emozionante per tutti.”

“La safety car ha cambiato ovviamente la nostra strategia”, ha infine aggiunto il pilota svizzero. “Mi aspettavo un lungo stint, perciò ho cercato di preservare le gomme e ho evitato problemi. Ovviamente, nel far ciò, si cerca di difendere la propria posizione, ed è quello che ho fatto.”

“Bloccare gli altri piloti? Rivedendo l’intera gara, si può notare quante volte abbia chiuso lo spazio sul lungo rettilineo – probabilmente due o tre volte.”

“Non mi sembra di averlo fatto. Avevano il DRS, io no e non sono riusciti a superarmi su un rettilineo così lungo. Devono prima osservare la loro gara, poi possiamo parlarne.”

Giuseppe Poliseno


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2017/07/dtm-24072017.jpg DTM – BMW e Mercedes contro la strategia Audi a Mosca

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