Non si fermano le polemiche sul team di Ingolstadt e sulle sue scelte tattiche: nell’occhio del ciclone c’è ancora Nico Müller, coinvolto in un incidente con Timo Glock durante l’evento domenicale al Nürburgring.

Il culmine della vicenda si è avuto al ventottesimo giro della gara 2 al Nürburgring: Timo Glock, il quale aveva già effettuato il cambio gomme, ha incontrato una strenua difesa da parte di Nico Müller, che invece doveva ancora servire la sua sosta.

L’assedio si è concluso con la M4 dell’ex F1 che ha tamponato la RS5 dello svizzero, in piena zona di frenata prima della chicane. Müller sarà costretto al ritiro, Glock invece riuscirà a chiudere la gara ottavo.

Al pilota Abt viene accusato, per la terza volta nell’attuale stagione, di rallentare deliberatamente gli altri piloti in pista, al fine di aiutare i suoi compagni di squadra.

“Credo sia imbarazzante per Audi manipolare le gare in questo modo”, ha esordito Glock. “Abbiamo visto questo gioco a Mosca, a Zandvoort e in altre occasioni.”

“Ad Audi piace sacrificare i propri piloti. Nico sta svolgendo il suo ruolo con maestria, non c’è dubbio. Mi dispiace molto che si presti a tale tattica.”

“Non dico che l’incidente sia colpa sua, ma il problema sono le azioni di Audi che l’hanno fatto trovare in quella situazione. Al contrario, credo che BMW e Mercedes giochino in maniera corretta. Sicuramente è un bello spettacolo, ma si tratta semplicemente di manipolare le gare.”

“Quando Müller rimane in pista per due giri con una foratura, è chiaro quale sia il loro obiettivo”, ha proseguito il pilota BMW. “Stavano valutando se un ingresso della safety car avrebbe potuto favorirli”.

“Questo mostra quanta pressione abbiano sulle spalle, per ordinare tali tattiche: hanno avuto l’auto migliore per due anni, ma non hanno vinto il titolo perché hanno commesso troppi errori.”

In realtà, un’eventuale ingresso della safety car sarebbe stato disastroso per Mattias Ekström, compagno di scuderia di Müller e attualmente leader di classifica. Anche lo svedese, difatti, stava ritardando il suo pit stop: come già visto in altre gare, avrebbe perso in vantaggio accumulato su coloro che si erano già fermati.

“Inizialmente pensavo che i pezzi di carrozzeria danneggiata potessero staccarsi, e permettermi di finire la gara”, si è giustificato Müller. “Cercare di richiamare la safety car? In quel caso avrei fermato l’auto da qualche parte.”

La replica di Dieter Gass, capo di Audi Motorsport, non è tardata ad arrivare: “Müller era davanti, Glock lo ha tamponato su una pista larga 12 metri. Se fosse stato tanto più veloce di lui, perché non lo avrebbe superato?”

“Non è stato un errore di Nico. La sua strategia era allungare il primo stint il più possibile, guidava al massimo delle sue possibilità. Ovviamente, cercava di difendere la sua posizione.”

“Non c’è molto altro da dire. Abbiamo lottato duramente con tutte le auto nonostante l’usura maggiore delle gomme.”

A puntare il dito contro la squadra di Ingolstadt c’è anche Jens Marquardt, direttore di BMW Motorsport. “Timo ci ha comunicato via radio che Müller stava frenando molto forte e presto. Manovre come queste non devono esserci.”

“I commissari di gara hanno distribuito molti warning. Forse bisognerebbe andare oltre e assegnare penalità quando gli steward ritengono alcune situazioni troppo pericolose.”

La direzione post-gara ha esaminato l’incidente fra Müller e Glock, visibile qui: secondo il verdetto finale, il tedesco è responsabile. Non c’è tuttavia alcuna penalità, ad eccezione di un warning.

Dello stesso parere è anche il vincitore della gara, Robert Wickens. “I piloti Audi cercavano di essere furbi”, ha commentato il canadese nella conferenza post-gara.

“Il loro obiettivo era abbastanza ovvio, alla fine fa parte dello sport ma penso che la loro condotta sia stata un po’ oltre il limite. Frenavano visibilmente nelle curve e non acceleravano all’uscita. Non proprio un modo di gareggiare pulito.”

Giuseppe Poliseno


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