I timori di Dieter Gass hanno trovato conferma nel primo round del DTM 2018: il team di Ingolstadt avrebbe più difficoltà ad adattarsi al nuovo pacchetto aerodinamico, standard per tutti.

La posizione dominante che il team di Ingolstadt ha mostrato lo scorso anno, conquistando tutti i tre titoli della stagione, potrebbe essere ribaltata con le semplificazioni ad aerodinamica e sospensioni, accordate fra i costruttori all’inizio del 2018.

Ad esporre questi timori è stato proprio il direttore di Audi Sport, Dieter Gass, la cui squadra vantava uno studio della deportanza superiore a quello dei rivali.

Le preoccupazioni si sono rivelate poi fondate durante il primo weekend di gara ad Hockenheim: specie in gara 1, le RS5 hanno accusato un passo decisamente più lento di BMW e Mercedes. René Rast e Loïc Duval sono stati gli unici a collezionare punti, in coda alla top ten.

La situazione è decisamente migliorata domenica, con il secondo posto in qualifica per René Rast – scelta che ha tuttavia penalizzato la sua velocità in gara – e con il gradino intermedio del podio per Mike Rockenfeller, combattivo specie nelle fasi finali dell’evento.

“Non abbiamo sperimentato su ogni vettura, alcuni piloti hanno mantenuto lo stesso set-up del sabato – quelli che sono finiti nelle posizioni di testa”, ha rivelato Dieter Gass durante la conferenza stampa domenicale.

“È difficile da spiegare, René [Rast] ha avuto il minor numero di modifiche sulla sua auto e si è qualificato in seconda posizione. In gara ha commesso un piccolo errore che lo ha fatto retrocedere.”

“Non ci aspettavamo di migliorare così tanto domenica, pensavamo di soffrire un po’ nuovamente. Va detto che alcuni piloti erano in fondo al gruppo, ma altri hanno mostrato che siamo in grado di lottare in testa.”

Jamie Green, pilota in forze al team Rosberg per Audi, si è addentrato maggiormente negli aspetti tecnici: “Adesso abbiamo solo un deflettore anteriore [per lato], prima erano due ed erano più grandi.”

“Sono stati semplificati altri piccoli dettagli attorno allo splitter centrale, così come i canali laterali fra le ruote anteriori e quelle posteriori. L’auto ora ha un aspetto più basilare, con meno dettagli che ci fornivano grip. Una grossa percentuale di deportanza è stata persa.”

“Inoltre le sospensioni erano più complicate, ora ci sono meno elementi su cui lavorare. Il nostro set-up ottimale è semplicemente diverso da quello dello scorso anno.”

A trarre giovamento dalle modifiche è sicuramente lo spettacolo in pista, come mostrato dall’eccezionale battaglia fra Timo Glock e Gary Paffett in gara 2: nonostante siano più lente, le vetture sono finalmente meno sensibili ai contatti, grazie al minor numero di appendici aerodinamiche.

“Abbiamo ricevuto tutti lo stesso pacchetto aerodinamico, e l’abbiamo adattato alle auto”, ha commentato il veterano Paffett, vincitore in gara 1. “Non credo che la situazione sia tanto complessa, semplicemente Audi aveva più deportanza da perdere rispetto a noi.”

“Tutti noi abbiamo cercato di massimizzare gli elementi che abbiamo ottenuto, al momento sembra che Mercedes abbia fatto un lavoro migliore.”

La situazione, insomma, potrebbe variare man mano che le scuderie acquisiranno familiarità con le rinnovate vetture. Lo ha sottolineato anche il presidente di BMW Motorsport, Jens Marquardt. “Si può dire che il primo test vero e proprio sia avvenuto ora, poiché a Vallelunga non c’è stato in realtà. I test ad Hockenheim hanno aiutato, in quanto le condizioni erano molto simili.”

“Sarà una curva di apprendimento durante l’intero anno, inoltre avremo due nuove piste nel calendario che rappresenteranno una sfida per tutti. L’obiettivo, alla fine, è cercare di rimescolare le carte e non dare la stagione per scontata sin dall’inizio.”

Fra due settimane, nel weekend 18-20 maggio, i tre costruttori torneranno a misurarsi l’uno contro l’altro al Lausitzring.

Giuseppe Poliseno


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