L’imposizione del V8 da parte della Stella era un grosso ostacolo verso l’obiettivo di un regolamento comune. Con i 2 litri turbo in sviluppo per il 2019, l’ex capo di Audi Sport è fiducioso verso il futuro.

Il posticipo dell’unità 2.0 turbo, richiesto a gran voce due anni fa da Mercedes per motivi di costo, ha rallentato in maniera considerevole il dialogo fra il DTM e il Super GT. La serie giapponese adotta già tale propulsore, punto chiave per l’unificazione dei regolamenti fra i due campionati.

Con il ritiro della Stella al termine della prossima stagione, tuttavia, le carte in tavola sono state ampiamente mescolate. Il 4 cilindri è in avanzata fase di sviluppo da parte di Audi e BMW, pronto a sostituire l’attuale V8 aspirato nel 2019. Gli incontri con il Sol Levante hanno registrato una brusca accelerata, come evidenziato dagli eventi di Hockenheim e Motegi.

“Con la scocca in comune e la condivisione di molte parti fra il Giappone e la Germania, abbiamo compiuto ogni anno un passo in più”, ha commentato Dr. Wolfgang Ullrich, ex capo di Audi Sport. L’austriaco, effettivamente in pensione al termine del 2017, ha rappresentato il marchio di Ingolstadt per buona parte delle trattative.

“Le differenze negli ultimi due anni erano principalmente dovute al motore. Questo perché solo uno dei costruttori tedeschi si è opposto al 4 cilindri – il desiderio generale era quello di allinearsi ai giapponesi.”

“Per questo motivo abbiamo proseguito con il V8, ed ora quel costruttore ha annunciato il suo ritiro. Non si tratta di un bel gesto, ma questo è l’accaduto.”

“Ci stiamo preparando al 4 cilindri nel 2019, e i due campionati saranno molto vicini. [Audi] ha una nuova unità già pronta da più di mezzo anno, stiamo lavorando allo sviluppo. Lo stesso vale per BMW. Penso che nel 2019 saremo allo stesso livello circa il propulsore.”

Con queste premesse, Ullrich si dichiara fiducioso sulla sopravvivenza del DTM dopo il ritiro Mercedes: “Non penso ci saranno problemi, poiché altri costruttori saranno interessati. Sarà sicuramente d’aiuto avere un regolamento in comune con la classe GT500 del Super GT.”

“Questo potrebbe attirare qualcuno che vuole correre in entrambi i campionati: sarebbe una scelta molto più efficiente.”

Questa opinione, tuttavia, non è universalmente condivisa fra gli addetti ai lavori. Ne è un esempio Maxime Martin, il quale ha terminato il suo rapporto con BMW Motorsport per correre con Aston Martin nel WEC. L’incertezza sul futuro del DTM è uno dei motivi che hanno portato il belga a prendere tale decisione.

Giuseppe Poliseno


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