Nuovo balance of performance a partire da quest’anno in DTM: ma serve davvero maggior equilibrio?

Oramai tramontati i tempi il cui le auto da DTM erano davvero basate su quelle di serie, in cui si potevano vedere in pista anche differenti tipi di trazione, la categoria si sta oggi evolvendo verso la standardizzazione, per alcuni eccessiva.

Motore 4,0 litri V8 in posizione anteriore e trazione posteriore, telaio tubolare connesso ad una monoscocca in fibra di carbonio, cambio semiautomatico a sei rapporti: le moderne Audi, BMW e Mercedes da DTM sono in tutto e per tutto simili fra loro, ed estremamente lontane dai rispettivi modelli stradali.

Vari tentativi sono stati fatti per rendere le gare più coinvolgenti: negli ultimi anni, l’utilizzo di gomme opzionali a mescola più morbida (da usare al massimo per metà gara) e un sistema DRS (drag reduction system) applicato allo spoiler posteriore, attivabile a discrezione del pilota per favorire temporaneamente i sorpassi.

Nuove regole sono arrivate per la prossima stagione, le quali potrebbero rivelarsi un po’ troppo invasive: si tratta di un nuovo balance of perfomance, del quale abbiamo già trattato in precedenza. Tale sistema si basa sui pesi delle vetture, aumentando o diminuendo le zavorre a seconda del risultato ottenuto dal pilota e dal costruttore in questione nella gara precedente.

Hai vinto l’ultima gara? Bene, per la prossima avrai una zavorra più pesante di 5kg. Non solo, tale aggravio spetta anche ai tuoi compagni di squadra che hanno raggiunto la bandiera a scacchi nella top ten. Per gli altri che corrono per il costruttore vincente e si trovano oltre il decimo posto, 2,5kg in più.

Mettendo da parte il costruttore che ha portato a casa la vittoria, il pilota che ha ottenuto il successivo miglior piazzamento e i suoi colleghi non avranno modifiche di peso. Al contrario, il marchio con i peggiori risultati alla fine della gara vedrà una zavorra più leggera di 2,5kg (pilota nella top ten) o 5kg (oltre la top ten).

Concludendo, questo nuovo sistema porterà ancora maggior equilibrio in un DTM ossessionato, in special modo da quando è arrivata BMW, dal fornire eguali possiblità per ciascuno. Ma è davvero quello che serve, o non farà altro che rendere più difficile per un pilota prevalere rispetto ai suoi rivali? In fondo, si corre per vincere o per partecipare?

Giuseppe Poliseno

 


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