30 novembre
Le Mans – Stop&Go intervista Dindo Capello, che ci rivela in esclusiva le sue ambizioni per la 24 ore de la Sarthe
Stop&Go ha compiuto un’intervista in esclusiva a Rinaldo Capello, bandiera italiana dell'endurance insieme ad Emanuele Pirro. Dindo, come viene chiamato dai suoi tifosi, s’impegnerà il 14-15 giugno alla 24 Ore di Le Mans, dove sfiderà avversari temibili come Aston Martin, Pescarolo e Peugeot. Audi proverà sicuramente a primeggiare e, nonostante la nuova R15 si sia rivelata molto competitiva, non sarà per niente facile tagliare la linea del traguardo per primi.
Dindo Capello, dopo un passato fra le monoposto (F.3 italiana e F.Fiat Abarth), passò definitivamente alle ruote coperte nel 1990. Da quella stagione il driver di Asti ha mietuto molti successi, fra cui un Campionato Super Turismo Italiano, tre 24 Ore di Le Mans, quattro 12 Ore di Sebring e l’ALMS nel 2006. Un’intervista tutta da seguire per i veri amanti del motorsport a quattro ruote!
Anno nuovo, macchina nuova, equipaggio che non cambia e vince. La 12 ore di Sebring ha rappresentato per l'equipaggio n°2 la vera consacrazione del nuovo progetto Audi della R15. Riviviamo assieme le emozioni dell'ultima edizione, con qualche digressione sul lavoro svolto da Kristensen e soprattutto da Mcnish nel finale. E' l'inizio di una nuova era targata quattro anelli?
"Difficile da dire. Abbiamo lavorato intensamente sul prototipo, modificando i parametri giusti per renderla regolare dinanzi al regolamento. Si tratta di un modello all’avanguardia aerodinamicamente e per quanto riguarda il motore, il nostro 10 cilindri è molto evoluto. Se si tratta di nuova era, credo di si. La Peugeot s’è mostrata molto veloce ed il loro miglior giro a Sebring è stato nettamente il più rapido a confronto con il nostro. Certo, il prototipo francese ha subito una delusione non indifferente, e di certo non si lasceranno scappare di nuovo un’occasione ghiotta come la Le Mans, ma a Sebring il risultato non è variato nonostante una bella lotta sul filo dei secondi. Ho un ricordo particolare sulla sfida tra il sottoscritto e Sarrazin, anche se non nascondo il personale rammarico sul secondo stint causa problema ai freni, per il quale ho perso terreno. Tom (Kristensen, ndr) ha svolto come sempre un lavoro bellissimo, ed Allan (Mcnish, ndr) in conclusione ha spinto sempre al massimo senza commettere errori, contribuendo in maggior modo al nostro successo, mentre Peugeot si è concessa qualche rischio in più che ha poi pagato nel finale".
Le Mans non è poi cosi lontana. Quali saranno le tappe di avvicinamento per arrivare in 'forma' alla prestigiosa 24 ore de la Sarthe?
"Il programma di avvicinamento si è complicato con i test di Le Castellet che sono stati abortiti, perciò ripeteremo il test di 30 ore mentre non è esclusa un’altra sessione prima della 24 ore di Le Mans".
Sebring si è rivelata maledetta per un vostro compagno di squadra, Marco Werner; quali sono le sue condizioni in seguito all'incidente avvenuto alla 12 ore?
"Marco (Werner, ndr) ha avuto un problema alle costole che gli ha impedito di svolgere i due stint seguenti. Ma adesso è tornato al 100 % dopo i test al Paul Ricard. Il recupero si è rivelato abbastanza rapido".
Dopo un anno fantastico come quello del 2008 vissuto sul filo del rasoio con la lotta tra Audi e Peugeot, il mondo dell'endurance potrebbe vivere un insolito anno di transizione nei campionati di preparazione alla Le Mans. Infatti, l'ALMS ha presentato per St.Petersburg e Long Beach una entry-list praticamente vuota. Pensi che sia legato tutto alla crisi economica attuale, o a un forzato riposo da parte delle grandi potenze in vista del cambio di tendenza che avverrà nel 2010?
"Credo che sia legato alla crisi economica attuale. La rinuncia di Audi dalla LMS ha colto di sorpresa tutti, compresi noi piloti. Nessuno avrebbe pensato che Audi potesse diminuire la sua presenza nel campionato".
In queste settimane abbiamo scritto di Bernhard e Dumas che correranno a Le Mans con voi dell’Audi; come pensi potrebbero comportarsi alla loro prima gara ufficiale su R15 in un palcoscenico cosi importante? Non sarà rischioso? E, visto che siamo in tema, ci potresti anticipare gli eventuali equipaggi per la Sarthe?
"Unica conferma è rappresentata dal nostro equipaggio (Capello-Kristensen-Mcnish). Invece, gli altri dovrebbero essere: Werner-Luhr-Rockenfeller e Bernhard-Dumas-Premat. I nuovi hanno già compiuto alcune esperienze a Le Mans, perciò nessuno dei due avrà grossi problemi nell’adattarsi sia alla vettura che alla corsa".
Ci sono giunte voci che sarai in pista sui nostri circuiti con la nuova R8 LMS. Pensi si rivelerà l'arma vincente di Audi per un domani nel mondo delle GT?
"E’ un progetto importante per Audi. Si tratta di una vettura costruita più per i privati, non è troppo sofisticata per far sì che anche i team medio-piccoli possano gestire l’auto in modo semplice, e non diversamente. Non escludo un mio impegno con la R8 LMS. L'importante è fare esperienza, così se il DTM e l'endurance dovessero conoscere una crisi, Audi già gareggerà fra le GT".
Quali sono stati i passi più grandi compiuti da Audi dalla prima R8R fino all'attuale R15?
“Il passaggio più grande penso sia stato quello avvenuto dalla R8r alla R8. Audi mostrò tutto il suo valore. Con la R8r abbiamo ottenuto buoni risultati perché era un auto affidabile, ma non velocissima, invece nel 2000, in un solo anno, arrivò la R8, cioè il prototipo più vincente in assoluto. L’altro grande passo avvenne col diesel. Fu una nuova sfida, che diede risultati inaspettati al debutto. Rimarrà nella storia delle automobili da competizione”.
Se l'endurance sta vivendo un periodo aureo, discorso inverso pare rincorrere il mondo della F1. Tante le modifiche, processi, inganni e litigi per gare che solitamente si decidono con una Safety Car. Cosa ne pensi dell'attuale status del Grande Circus?
"Da appassionato devo dire che la F1 d’oggi è la più bella degli ultimi anni. Senza controllo di trazione il pilota vale di più. Credo che il KERS debba essere usufruibile per tutti, oppure per nessuno. E’ una cosa abbastanza ridicola, per una F1 dove tutto deve essere perfetto. Con quella novità sembra di stare in un campionato amatoriale.
"Non sono assolutamente d’accordo che un sorpasso col KERS sia spettacolare, perché può essere controproducente. Se il pilota davanti è in crisi, ma ha il boost e lo aziona, la vettura dietro non passa.
Il KERS credo sia il solo punto negativo di questa situazione. Ci sono piloti giudicati dei fenomeni che, se non hanno l’auto performante, possono sbagliare. In F1 è molto difficile poter giudicare il potenziale di un pilota, fino a che non è su una vettura competitiva. Adesso le piccole squadra possono battere i colossi”.
Gabriele Sbrana – Matteo Mozzanica – Alessio Francisci
ALMS – Definiti i piloti BMW per la difesa del titolo
La BMW vuole mantenere il trono nella classe GT dell'American Le Mans Series. Per questo il team Rahal Letterman Lanigan metterà ancora in pista due macchine: la prima sarà affidata ai campioni in carica Dirk Muller e Joey Hand, con quest'ultimo che si dividerà con l'impegno nel DTM, per lui prioritario in caso di concomitanze tra le due categorie.


